L’arvicola di Savi (Microtus savii) è un piccolo roditore diffuso in tutta la penisola italiana, ad eccezione della Sardegna. Questo mammifero dalle abitudini prevalentemente sotterranee scava una rete di gallerie nel terreno, rendendolo una specie ben adattata agli ambienti ipogei. Il suo habitat include campi coltivati, radure e aree con vegetazione erbacea, dove si nutre principalmente di rizomi, bulbi e tuberi.
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ToggleCaratteri distintivi dell’arvicola di Savi
L’arvicola di Savi ha un aspetto tozzo con una coda corta e un colore bruno chiaro. La lunghezza testa-corpo varia tra 157 mm e piede posteriore relativamente piccolo. Gli occhi e le orecchie sono poco sviluppati e in parte nascosti dal pelo, un adattamento utile alla sua vita sotterranea.
Un altro caratteristico tratto distintivo è la struttura dentaria. Il primo molare inferiore e il terzo molare presentano una morfologia adattata alla dieta vegetariana, composta da radici, semi e altre piante.
Habitat e distribuzione

L’arvicola sotterranea di Savi è ben adattata a una vita ipogea grazie alla sua capacità di scavare fitta rete di gallerie, che utilizza sia per spostarsi sia per nascondersi dai predatori, come rapaci notturni, falconiformi e ofidi.
Riproduzione e ciclo vitale
Il periodo riproduttivo si estende per gran parte dell’anno, con una stagione riproduttiva particolarmente intensa nei mesi più caldi. La femmina può partorire 4-5 nidiate di 2-4 piccoli dopo una gestazione di 21 giorni. I piccoli vengono allattati per circa 2 settimane, raggiungendo la maturità sessuale in appena 3 mesi. Questo ritmo riproduttivo elevato assicura la distribuzione generale della specie su vaste aree.
L’arvicola di Savi può vivere fino a 4 anni, ma la sua vita è spesso minacciata da predatori naturali come strigiformi e falconiformi.
Regolamenti e protezione dell’arvicola di savi
Nonostante sia una specie abbastanza comune, l’uccisione di questa specie è consentita in ogni periodo dell’anno e con qualsiasi mezzo in alcune regioni. Non esiste una protezione esistente specifica, e la specie non è soggetta a nessuna licenza per il controllo della popolazione.
Tuttavia, il suo ruolo negli ecosistemi agricoli è importante, poiché partecipa al naturale equilibrio della fauna locale. La sua presenza è particolarmente segnalata nei mammiferi dell’Emilia-Romagna, dove studi come quelli di M.G. Bertusi, Tosetti e I.B.C. ne hanno analizzato la distribuzione.
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