L’arvicola è un roditore dalle abitudini scavatrici che si distingue per il suo corpo tozzo, la coda corta e il muso poco distinto. Questo mammifero è spesso confuso con il topo o il ratto, ma presenta caratteri distintivi che lo differenziano. Esistono diverse sottospecie, tra cui l’arvicola campestre e l’arvicola acquatica, che si distinguono per habitat e comportamento. La sua riproduzione è rapida, con 4-6 nidiate all’anno, e la sua dieta è fondamentalmente erbivora. Spesso causa danni consistenti alle colture e alle piante da frutto, il che porta all’uso di metodi di controllo come trappole e veleno.
L’arvicola è un mammifero roditore che presenta un profilo caratteristico, facilmente riconoscibile rispetto ad altri piccoli animali simili, come il topo o il ratto. Il suo corpo è tozzo, con una struttura compatta e adatta alla vita sotterranea. Le sue dimensioni variano a seconda della sottospecie, ma generalmente misurano tra 12 e 20 cm di lunghezza, con una coda abbastanza breve che va dai 30 ai 45 mm, ovvero meno della metà della lunghezza totale del corpo.
Il colore del pelo dell’arvicola può variare a seconda dell’habitat e della sottospecie. Si trovano esemplari con tonalità grigio giallastro, marrone scuro o persino tendenti al rossastro. Il pelo è fitto e morbido, una caratteristica importante per gli esemplari che vivono in ambienti umidi, come l’arvicola acquatica, che necessita di un manto isolante per proteggersi dall’acqua e dal freddo.
Un altro aspetto distintivo è la conformazione delle zampe posteriori, che sono sviluppate e robuste, permettendo all’animale di scavare efficacemente nel terreno. Il piede posteriore è corto e largo, con artigli resistenti utili per costruire il sistema di gallerie sotterranee in cui vive. Le zampe anteriori sono più piccole ma altrettanto funzionali, utilizzate per manipolare il cibo e scavare cunicoli nel terreno.
Gli occhi dell’arvicola sono piccoli e poco prominenti, segno del suo adattamento a una vita prevalentemente sotterranea. Le orecchie, a differenza di quelle di un ratto o di un topo, sono poco visibili, quasi nascoste dal folto pelo. Un altro tratto distintivo rispetto ai ratti è la conformazione del cranio: l’arvicola ha un capo poco distinto, con un muso tozzo e smussato, che contribuisce a darle un aspetto più compatto.
La sua struttura fisica è perfettamente adattata a uno stile di vita che si svolge sotto la superficie del terreno. Gli esemplari di arvicola campestre, ad esempio, tendono a scavare in suoli asciutti, creando una rete intricata di gallerie, mentre l’arvicola acquatica, essendo legata ai canali e agli habitat umidi, ha una morfologia leggermente diversa, con un corpo più allungato e un pelo idrorepellente.
Grazie a queste caratteristiche, l’arvicola è un animale altamente specializzato, capace di adattarsi a diversi ambienti aperti e sopravvivere anche in condizioni difficili, pur causando danni consistenti alle colture e agli alberi, soprattutto rosicchiando la corteccia degli alberi e le radici delle piante per nutrirsi.
Tipi di arvicole
Esistono diverse sottospecie di arvicole, ognuna con caratteristiche e habitat specifici. Pur appartenendo alla stessa famiglia di roditori, si distinguono per dimensioni, colore del pelo, habitat e abitudini alimentari.
Arvicola campestre (Microtus arvalis)
L’arvicola campestre è una delle più diffuse in Europa e predilige ambienti aperti, come campi coltivati, prati e terreni agricoli. Ha un corpo tozzo, una coda corta, un muso poco distinto e un colore del pelo marrone-grigiastro. Scava un complesso sistema di gallerie sotto il terreno, che utilizza per rifugiarsi e nutrirsi di radici delle piante. È una delle principali responsabili dei danni provocati all’agricoltura.
Arvicola acquatica (Arvicola amphibius)
L’arvicola d’acqua è legata ai canali, ai fiumi e agli stagni, dove scava le sue tane vicino all’acqua. Ha un pelo più folto e idrorepellente, che le consente di sopravvivere negli ambienti umidi. È più grande rispetto all’arvicola campestre, con un corpo che può superare i 20 cm di lunghezza. A differenza delle altre arvicole, è un’ottima nuotatrice e si nutre sia di piante acquatiche che di piccoli invertebrati.
Arvicola delle nevi (Chionomys nivalis)
L’arvicola delle nevi è adattata agli ambienti montani freddi e si trova sulle Alpi, sugli Appennini e in altre zone rocciose d’alta quota. Ha un corpo più allungato, un colore del pelo grigio-bruno e una coda più lunga rispetto ad altre specie. Non scava gallerie, ma si rifugia nelle fessure delle rocce per proteggersi dai predatori naturali, come i rapaci e i mustelidi. Si nutre principalmente di licheni, muschi e radici.
Arvicola sotterranea (Microtus subterraneus)
Come suggerisce il nome, l’arvicola sotterranea è specializzata nella vita ipogea, vivendo quasi interamente sotto la superficie del terreno. Il suo corpo tozzo, le zampe posteriori sviluppate e i suoi artigli robusti le permettono di scavare efficacemente. A differenza di altre arvicole, ha occhi più piccoli e un muso ancora più arrotondato. Si trova in boschi, prati e zone umide, dove si nutre delle radici delle piante e di tuberi.
Arvicola rossastra (Myodes glareolus)
L’arvicola rossastra è facilmente riconoscibile per il colore del pelo tendente al rosso-marrone, con il ventre più chiaro. Vive nei boschi e nelle foreste, spesso vicino a tronchi e ceppaie. A differenza delle altre arvicole, si arrampica agilmente sugli alberi per nutrirsi di frutta e semi, oltre che di corteccia degli alberi.
Arvicola di Savi (Microtus savii)
L’arvicola di Savi è diffusa principalmente in Italia e nelle regioni mediterranee. Ha un profilo caratteristico, con un corpo più piccolo e una coda relativamente lunga rispetto ad altre specie. Vive nei campi, prati e boschi, scavando gallerie superficiali. Si nutre principalmente di piante erbacee e radici, ma può danneggiare colture e giardini.
Habitat e distribuzione generale
L’arvicola campestre e l’arvicola acquatica si distinguono per le loro preferenze ambientali e per il modo in cui hanno saputo adattarsi a diversi habitat. L’arvicola campestre è legata all’ambiente aperto, prediligendo campi coltivati, praterie, aree agricole e persino giardini. Grazie alla sua capacità di scavare un complesso sistema di gallerie, può trovare riparo anche nei suoli meno profondi e più asciutti. Spesso si insedia vicino ai campi coltivati, dove trova abbondante nutrimento, rosicchiando la corteccia degli alberi e le radici delle piante, causando danni consistenti alle colture.
L’arvicola acquatica, invece, è legata ai canali e predilige ambienti umidi. La si trova lungo le rive di fiumi e stagni, nei canali di irrigazione e nei terreni umidi ricchi di vegetazione. A differenza dell’arvicola campestre, il suo manto è più folto e idrorepellente, caratteristica che le consente di sopravvivere in questi ambienti senza rischiare di soffrire il freddo o di bagnarsi troppo. Grazie alle zampe posteriori sviluppate, riesce a muoversi agevolmente tra terra e acqua, distinguendosi per la sua capacità di nuotare rapidamente.
Distribuzione in Italia
In Italia, la presenza dell’arvicola è segnalata irregolarmente in pianura, con una maggiore diffusione nelle zone agricole e nei pressi di corsi d’acqua. La sua distribuzione varia in base alle condizioni climatiche e alla disponibilità di cibo. È particolarmente comune in Emilia-Romagna, dove compare nelle aree agricole e nei terreni coltivati. Studi sui mammiferi dell’Emilia-Romagna hanno infatti confermato la sua diffusione nella regione, soprattutto nelle aree di pianura e nelle zone ricche di vegetazione spontanea.
Anche il Ticino rappresenta un habitat favorevole per l’arvicola acquatica, grazie alla presenza di canali naturali e artificiali che le offrono rifugi sicuri e abbondanza di vegetazione acquatica di cui nutrirsi. La sua distribuzione generale in Italia è influenzata anche dall’intervento umano: nelle aree in cui l’agricoltura è intensiva e vengono usati pesticidi o altre sostanze chimiche, le popolazioni di arvicole tendono a ridursi, mentre nelle zone meno antropizzate si riproducono più facilmente.
Il sistema di gallerie e la tana
Indipendentemente dall’habitat, l’arvicola è un animale che vive prevalentemente sotto la superficie del terreno. Scava un intricato sistema di gallerie, che può estendersi per diversi metri e comprendere fori d’ingresso obliquamente scavati per evitare il ristagno dell’acqua e rendere più difficoltoso l’accesso ai predatori. Questi tunnel conducono alla tana, che viene utilizzata per il riposo, la riproduzione e l’accumulo di cibo.
Le tane dell’arvicola campestre si trovano generalmente in suoli asciutti, mentre quelle dell’arvicola acquatica sono costruite in terreni umidi, vicino alle rive. In entrambi i casi, i cunicoli hanno diversi ingressi e possono comprendere camere di nidificazione e aree di stoccaggio del cibo. Grazie a questa strategia, l’arvicola riesce a sfuggire a molti predatori naturali, come i rapaci e i piccoli mammiferi carnivori, che spesso faticano a raggiungerla nei suoi rifugi sotterranei.
Questo adattamento al sottosuolo ha permesso all’arvicola di sopravvivere in ambienti molto diversi, garantendone la diffusione su un’ampia scala. Tuttavia, la sua attività di scavo può provocare danni significativi alle colture, alle infrastrutture agricole e persino agli argini dei canali, rendendola un problema per gli agricoltori e i gestori del territorio.
Alimentazione e impatto sulle colture
Essendo erbivora, l’arvicola si nutre principalmente di radici delle piante, corteccia degli alberi e piante da frutto, causando danni provocati alle coltivazioni. Si ciba anche di erba e semi, arrivando persino a scavare per arrivare al cibo. Il danni consistenti alle colture fanno sì che la sua presenza sia spesso mal vista dagli agricoltori. La sua scomparsa viene vista in alcuni casi come una minaccia per l’ecosistema, ma le conseguenze dei danni causati dall’arvicola portano frequentemente a misure di contenimento.
Predatori naturali e metodi di controllo
L’arvicola è predata da falconiformi e strigiformi, nonché dagli ofidi. Tra i suoi predatori vi sono gufi, civette e volpi. Per limitarne la diffusione, si usano spesso trappole e veleno, sebbene questi metodi abbiano impatti sull’ecosistema. La protezione esistente per alcune sottospecie rende necessario trovare alternative ecologiche.
Riproduzione e ciclo vitale
L’arvicola ha un ciclo riproduttivo estremamente rapido, caratteristica che le consente di mantenere popolazioni numerose anche in ambienti sfavorevoli. Raggiunge la maturità sessuale a circa un anno e mezzo, sebbene in condizioni ambientali particolarmente favorevoli possa iniziare a riprodursi anche prima. La stagione riproduttiva varia a seconda della temperatura e della disponibilità di cibo, ma in genere si concentra nei mesi più caldi, tra la primavera e l’estate.
Durante questo periodo, l’arvicola può partorire fino a 4-6 nidiate in un’unica estate, il che significa che una sola coppia può generare decine di nuovi individui nell’arco di pochi mesi. Ogni cucciolata è composta da 5 a 7 piccoli, che nascono dopo una gestazione di circa 21 giorni. I neonati misurano in media circa 8 cm, sono privi di pelo e completamente dipendenti dalla madre, che li allatta per le prime settimane di vita.
La crescita dei piccoli è rapida: in meno di un mese iniziano a nutrirsi autonomamente e a esplorare il sistema di gallerie in cui vivono. Dopo poche settimane, sono in grado di scavare e difendersi da soli, pur rimanendo inizialmente vicini alla tana. Questa rapida crescita è fondamentale per la sopravvivenza della specie, poiché le arvicole hanno numerosi predatori naturali, tra cui falconiformi e strigiformi, ma anche serpenti, volpi e mustelidi.
L’arvicola campestre e l’arvicola acquatica presentano alcune differenze nel comportamento riproduttivo. Mentre la prima ha una riproduzione più irregolare in pianura, influenzata dalla disponibilità di cibo e dall’alternanza delle stagioni, l’arvicola acquatica, essendo legata ai canali e agli ambienti umidi, può avere cicli riproduttivi più costanti, soprattutto in habitat dove le condizioni rimangono favorevoli per gran parte dell’anno.
Nonostante l’elevato tasso di riproduzione, la longevità dell’arvicola è piuttosto limitata. Nel loro habitat naturale, questi roditori vivono in media 157 giorni, ossia poco più di 5 mesi. In cattività, o in condizioni particolarmente favorevoli, possono vivere fino a un anno e mezzo, ma la maggior parte degli individui non raggiunge questa età a causa della predazione e delle condizioni ambientali.
L’alta natalità e la breve aspettativa di vita rendono l’arvicola una specie con una popolazione molto dinamica. Le sue rapide capacità di riproduzione le permettono di colonizzare nuovi territori e di riprendersi velocemente da eventuali cali numerici dovuti a predazione, malattie o interventi di controllo. Tuttavia, questa stessa caratteristica la rende anche un problema per l’agricoltura, in quanto le popolazioni possono crescere esponenzialmente, aumentando i danni provocati alle colture e alle piante da frutto.
Come riconoscere le arvicole?
Le arvicole possono essere facilmente scambiate per topi o ratti, ma hanno alcuni caratteri distintivi che le rendono riconoscibili.
1. Aspetto fisico
Corpo tozzo e compatto.
Coda abbastanza breve, lunga tra 30 e 45 mm, ovvero meno della metà del corpo.
Muso poco distinto, corto e smussato.
Colore del pelo variabile, dal grigio giallastro al marrone, più folto rispetto ai topi.
Orecchie piccole e poco visibili, a differenza dei ratti.
Zampe posteriori sviluppate, con un piede posteriore corto e largo, adatto a scavare.
2. Tracce della loro presenza
Per capire se ci sono arvicole in una determinata area, si possono osservare alcuni segnali:
Fori nel terreno, solitamente obliquamente scavati, che conducono alle gallerie sotterranee.
Radici delle piante rosicchiate, soprattutto in orti e frutteti.
Corteccia degli alberi danneggiata, segno che si stanno nutrendo di essa.
Tane sotto la superficie, spesso visibili vicino a cespugli o siepi.
Feci cilindriche e scure, simili a quelle dei topi ma più corte.
3. Differenze tra arvicole, topi e ratti
Ratto: ha il muso affusolato, la coda lunga e senza pelo, il corpo più grande e slanciato.
Topo: è più piccolo e snello, con orecchie più grandi e prominenti.
Arvicola: ha un profilo caratteristico, con corpo tozzo, coda corta, muso arrotondato e zampe posteriori robuste per scavare.
Riconoscere correttamente l’arvicola è fondamentale per adottare il metodo di contenimento più efficace, evitando confusione con altri roditori e applicando strategie mirate per la sua gestione.
Come eliminare le arvicole?
L’eliminazione delle arvicole può essere una sfida, soprattutto quando la loro presenza causa danni consistenti alle colture, alle radici delle piante e alla corteccia degli alberi. Esistono diversi metodi per contrastarle, alcuni più ecologici e altri più drastici.
1. Predatori naturali
Uno dei modi più sostenibili per limitare la popolazione delle arvicole è favorire la presenza dei loro predatori naturali, come i rapaci (falconiformi e strigiformi), i serpenti (ofidi) e piccoli carnivori come volpi e donnole. Creare un ambiente che attiri questi predatori, ad esempio installando nidi artificiali per gufi e civette, può aiutare a mantenere sotto controllo la loro proliferazione.
2. Trappole per arvicole
L’uso di trappole meccaniche è un metodo efficace e mirato. Esistono due tipi principali:
Trappole a scatto, che eliminano l’animale rapidamente.
Trappole a cattura viva, che permettono di rilasciare l’arvicola altrove, lontano dalle aree coltivate.
Le trappole vanno posizionate lungo i fori d’ingresso del loro sistema di gallerie, con esche a base di semi o verdure per attrarle.
3. Barriere fisiche e protezione delle piante
Per difendere orti e giardini, si possono installare reti metalliche sotterranee o barriere di plastica rigida intorno alle piante più vulnerabili. Questo impedisce alle arvicole di scavare sotto la superficie e arrivare al cibo.
4. Repellenti naturali
Alcune piante e sostanze possono tenere lontane le arvicole, come:
Aglio e cipolla, che hanno un odore sgradito.
Pacciamatura con lana di pecora, che irrita la pelle dell’animale.
Spray a base di peperoncino o ammoniaca, che alterano il loro senso dell’olfatto.
5. Uso di veleno (opzione estrema e sconsigliata)
In casi di invasione grave, si può ricorrere all’uso di rodenticidi, ma questi hanno un impatto negativo sull’ecosistema, poiché possono colpire anche predatori naturali e altri animali non target. Per questo motivo, è preferibile adottare strategie di controllo più sostenibili.
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FAQ
1. Che cos’è l’arvicola?
L’arvicola è un piccolo roditore dal corpo tozzo, con una coda corta, un muso poco distinto e un’alta capacità di scavare gallerie sotterranee. Esistono diverse sottospecie, tra cui l’arvicola campestre, legata agli ambienti aperti, e l’arvicola acquatica, che vive vicino a fiumi e canali.
2. Come si distingue un’arvicola da un topo o un ratto?
Le arvicole si distinguono dai ratti e dai topi per alcune caratteristiche specifiche: hanno un corpo più tozzo, una coda abbastanza breve (circa 30-45 mm, meno della metà del corpo), zampe posteriori sviluppate e un muso smussato. Inoltre, il loro colore del pelo è spesso grigio giallastro o marrone, e le loro orecchie sono poco visibili, a differenza dei ratti.
3. Dove vive l’arvicola?
L’arvicola campestre è legata all’ambiente aperto, quindi si trova in campi coltivati, praterie e terreni agricoli. L’arvicola acquatica, invece, è legata ai canali, ai fiumi e agli stagni, dove scava le sue tane vicino all’acqua. In Italia, l’arvicola è presente irregolarmente in pianura, con segnalazioni nella regione Emilia-Romagna e lungo il Ticino.
4. Che danni provoca l’arvicola?
L’arvicola è un animale fondamentalmente erbivoro, si nutre di radici delle piante, corteccia degli alberi, piante da frutto e altre parti vegetali, causando danni consistenti alle colture. I suoi scavi sotto la superficie possono indebolire le radici e compromettere la crescita delle piante, rendendola un problema per gli agricoltori.
5. L’arvicola è pericolosa per l’uomo?
No, l’arvicola non è un animale pericoloso per l’uomo. Non è aggressiva e non attacca, ma può diventare un problema per le colture e gli alberi, poiché si nutre della corteccia e delle radici delle piante.
6. Come si può controllare la popolazione di arvicole?
Per contrastare le invasioni di arvicole, vengono usati diversi metodi, tra cui trappole, predatori naturali (come i rapaci) e, in alcuni casi, veleno. Tuttavia, l’uso del veleno può avere effetti negativi su altri animali e sull’ecosistema.
7. Quali sono i predatori naturali dell’arvicola?
L’arvicola è predata da falconiformi e strigiformi, come gufi e civette, ma anche da serpenti (ofidi) e piccoli carnivori come volpi e mustelidi.
8. Quanto vive un’arvicola?
La vita media di un’arvicola in natura è di circa 157 giorni, ma in condizioni favorevoli può arrivare fino a un anno e mezzo.
9. L’arvicola è una specie protetta?
Alcune sottospecie di arvicola sono considerate vulnerabili o a rischio in alcune regioni. La protezione esistente varia a seconda del paese e delle normative locali.
10. Quali sono le differenze tra arvicola campestre e arvicola acquatica?
L’arvicola campestre è più comune nei campi e nelle praterie, mentre l’arvicola acquatica è legata ai canali e ai corsi d’acqua. Inoltre, l’arvicola acquatica ha un pelo più folto e idrorepellente, che la aiuta a sopravvivere in ambienti umidi.
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